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marted́ 27 gennaio 2009 |
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Silvano Guariso Anima da musicista, testa da sindacalista, visione del futuro e forte senso dell'italianità sono il mix che ha portato UNCLA in Europa. Come la maggior parte dei "musici-compositori" anch'io ho sempre sognato un mondo senza frontiere dove tutti vivono nel rispetto delle proprie unicità e delle diversità degli altri. In pace con se stessi in armonia con il mondo. Poi, però, col passare degli anni e sempre più addentrato nelle problematiche del lavoro, mi sono reso conto che di scontato non c'è proprio niente. Il caso forse aiuterà una o due volte ma, se non sei presente per portare avanti le tue richieste con tenacia e determinazione, a te, noi, non rimane niente. Ecco quindi che la testa porterà alla necessità di diventare sempre più consapevoli dei diritti e delle leggi che regolano i nostri rapporti. Nel renderti conto di quanto l'unione e le associazioni organizzate siano determinati per avere peso decisionale ti ritrovi sindacalista e, con UNCLA, cerchi le strade per arrivare velocemente e con considerazione, per te e per gli altri come te, nei luoghi dove le leggi si adeguano e cambiano. Scopri che "il nuovo palazzo del potere" si è spostano altrove: esiste l'Europa ed esiste Bruxelles. Una visione della realtà in movimento dà sempre più certezze che da li, da là, dall'Europa non si tornerà indietro e da là partiranno sempre più sollecitazioni, prima, leggi comunitarie poi, per uniformare tutti i processi interni dei Paesi europei. Noi sappiamo però che le leggi cambiano sempre allo stesso modo: su proposte di chi c'è.
Ecco quindi che alla nascita di un sindacato europeo degli autori e compositori ( ECSA - European Composer and Songwriter Alliance) UNCLA, sempre puntuale, c'è. L'Italia c'è. Il valore della nostra lingua e della nostra cultura ci sono. Sollecitare e partecipare alle decisioni comunitarie che tutelino il nostro lavoro, in una visione europea ma col senso che caratterizza l'italianità nel mondo, rispettosi della diversità degli altri ma consapevoli del proprio valore culturale e della nostra unicità, contribuirà ad evitare il rischio di diventare merce massificata confusa nella globalizzazione. |
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Ultimo aggiornamento ( marted́ 27 gennaio 2009 )
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